L’identità dei Social Media: più ne hai, più avrai successo

Google+ è nato nel 2011 e, a soli 8 anni dalla sua creazione, chiude i battenti. Ma a qualcuno dispiacerà davvero?

Google+ è considerato uno dei maggiori flop del colosso Google, ci viene da dire che qualcosa è andato storto. Era nato con l’obiettivo di contrastare Facebook, senza però mai avere una vera e propria identità. Gli utenti sono soliti usare diversi social network perché vogliono ottenere user experience differenti, in base alle esigenze da soddisfare. Facebook serve per dare opinioni su ogni singolo argomento, Instagram per condividere foto e stories della vita quotidianità, Twitter per poter cogliere con sinteticità intelligenza e ironia delle persone, LinkedIn per far sapere a tutti quanto i duri sacrifici portino risultati.

Google+ probabilmente non è riuscito a distinguersi dagli altri social network, risultava invece come un mix, mancava un vero e proprio punto di innovazione, un deserto disabitato potremmo definirlo! Ma il suo vero punto debole è stato un bug che ha messo a rischio la privacy di oltre 500 mila account permettendo agli sviluppatori di terze parti di accedere alle informazioni personali degli utenti fin dal 2015. Una vera e propria catastrofe! Così si è arrivati alla sentenza finale, chiudere i battenti definitivamente a partire dal 3 Aprile 2019.
Addio Google+ per sempre!
Ma non disperate (e chi si dispera?!), di social network ne abbiamo molti altri da utilizzare!

L’indagine di We Are Social, condotta da Hootsuite, presenta lo scenario digitale nel 2019 in Italia. Risulta che 9 italiani su 10 accedono ad internet e si registra una forte crescita sulle piattaforme social, con un incremento del +2,9% rispetto allo scorso 2018. Sui social network sono attivi oltre 35 milioni di utenti ovvero il 59% dell’intera popolazione (dato in costante crescita negli anni), principalmente da dispositivi mobile. Di questi 35 milioni il 74% utilizza in maniera attiva un social media scrivendo o interagendo con post, trascorrendo circa 1 ora e 51 minuti sulle piattaforme. Il dato che più risalta su tutti è che in media ogni persona è registrata su oltre 7 piattaforme diverse, sono davvero così indispensabili?

YouTube e Facebook dominano ancora il nostro panorama digitale. Su Instagram si è assistito nel 2018 all’esplosione del formato stories, un fenomeno che non è destinato a fermarsi ma contrariamente è solo destinato a crescere.

Stando alle statistiche, gli utenti italiani attivi su ciascuna piattaforma sono:

Milioni
0

Facebook

Milioni
0

Instagram

Milioni
0

Linkedin

Milioni
0

Twitter

Per i brand, Instagram sarà la scelta migliore nel 2019.

Perché?
Semplice, innanzitutto parlando a livello globale, gli utenti sono divisi in 50:50 tra uomini e donne comprendendo una fasce d’età tra i 18 e i 34 anni. Si ottiene quindi un perfetto pubblico “equilibrato”. È poi anche vero che il pubblico di Instagram ha superato quello di Facebook in ben 20 paesi in tutto il mondo e questa tendenza è destinata solo a crescere.

Sono molti i concetti che si possono apprendere grazie al Global Digital Report 2019. L’immagine che ne esce è quella di un mondo sempre più connesso, con un numero di utenti Internet sempre in aumento!

Resta fondamentale cambiare il modo di vedere la rete: trasformarla da strumento di solo svago a vero e proprio canale per una strategia di marketing.

Per avere una consulenza personalizzata, per capire meglio come utilizzare la rete per il tuo business, contattaci subito!

Marketing Offline: una stella destinata a brillare per sempre

Con il termine Marketing Offline ci riferiamo a quell’insieme di strategie per così dire “tradizionali”. Detto in altre parole? Tutto ciò che è al di fuori del web! Biglietti da visita, brochure, volantini e cataloghi di presentazione, insegne e affissioni, pagine pubblicitarie su riviste o quotidiani. Il Marketing Offline va a creare la nostra immagine, qualcosa che ci rappresenta e parla direttamente della nostra azienda, parla chiaramente di noi, chi siamo e cosa facciamo. Chi vede il nostro logo ci riconosce subito, sì… quelli siamo proprio noi!

Il Marketing Offline affonda le sue più profonde radici nella comunicazione: ovviamente direte voi! Bisogna però considerare un fattore fondamentale, l’avvento del digitale. Dopo questa vera e propria rivoluzione tutto si è fatto più complicato ma niente panico! In un’epoca in cui i contenuti viaggiano alla velocità della luce, tutti danno per scontato che bisogna agire solo ed esclusivamente online. La chiave del successo di una campagna pubblicitaria, risulta essere però una strategia che sappia mixare sia gli strumenti offline che quelli online. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, le due tipologie di comunicazione devono essere integrate in un piano coerente ed efficace.

Fin qui tutto vero ma, altrettanto vero è che i media analogici a volte sono davvero insostituibili in quanto donano una maggiore visibilità alle aziende, per questo siamo sicuri che non passeranno mai di moda! Infatti l’obiettivo delle strategia di Marketing Offline è quello di creare una forte consapevolezza dei prodotti e/o dei servizi che vengono offerti, ponendoli sempre sotto i riflettori. Inizialmente potrà risultare difficile, bisognerà mettere in conto un investimento economico ed entrare nell’ottica di farsi accompagnare nel percorso da un’agenzia di comunicazione poiché, un risultato ordinato, omogeneo e ben studiato può davvero fare la differenza. E la differenza la fa davvero! Investire nel Marketing Offline significa fare migliorare la propria brand awareness, sarai riconoscibile e ti renderai interessante agli occhi di chiunque! Ci sono tre ragioni principali per cui è bene pensare di avvicinarci, o se si è già vicini di non abbandonare il Marketing Offline:

1. Raggiunge tutti!

Ma quando diciamo tutti, intendiamo proprio Tutti! Il Marketing Offline è in grado di creare una pubblicità diretta ad un pubblico che non usa internet, anziani, bambini o chi non ha accesso alle tecnologie. Non dimentichiamoci che esistono ancora mercati difficili da raggiungere usando solo i media digitali.

2. Suscita emozioni, see to believe!

Il Marketing Offline offre un’esperienza sensoriale molto più significativa rispetto a quella provocata da una pagina web. Avere qualcosa tra le mani, che si può toccare è qualcosa che va oltre il semplice “vedere attraverso uno schermo”. È un ricordo tangibile, che si conserva materialmente nel tempo.

3. Favorisce strategie cross-mediali

Quante volte ti è capitato di avere tra le mani un biglietto da visita, un catalogo o una brochure e subito di andare a cercare quel brand sul web? Tante, tantissime immagino! Il Marketing Offline favorisce e amplia la visibilità delle campagne online, sostiene e incrementa la comunicazione su internet mentre il contrario non è possibile.

Le strategie dicMarketing Offline ti aiuteranno a raggiungere risultati migliori: non sono cadute in disuso e mai lo saranno, sono un valore aggiunto, ciò che fa la differenza! L’importante è comunque rimanere al passo coi tempi. L’offline deve essere accompagnato in modo coerente da strategie di marketing online, riuscirai così a raggiungere un più ampio target di pubblico.
Aprire la mente significa anche guardare al passato, per ispirare il proprio futuro.

Vuoi una consulenza? Hai dubbi sull’utilità del Marketing Offline? Non preoccuparti, contattaci subito!

Instagram per le aziende: istruzioni per l’uso

Instagram, il social network per la condivisione di foto più famoso al mondo, si sta affermando anche come interessante opportunità per le aziende, spesso determinante per la costruzione e l’affermazione di brand di successo. Questo grazie a una community che conta oltre un miliardo di account e più di 500 milioni di utenti attivi ogni giorno. Una platea enorme che non ha smesso di crescere.

A questi dati, ne aggiungiamo uno ancora più stimolante: secondo l’importante società americana di ricerca Forrester, i post pubblicati su Instagram dai brand più importanti hanno un tasso medio di follower engagement – cioè la capacità di un prodotto o un marchio di creare relazioni solide e durature con i propri utenti – del 4,21%, vale a dire 58 volte maggiore rispetto a Facebook e oltre 120 volte più di Twitter.

Sempre in tema di coinvolgimento del pubblico nei confronti delle proposte delle aziende, un sondaggio effettuato tra gli instagrammer rivela che il 60% delle persone – e quindi potenziali clienti – dichiara di scoprire nuovi prodotti proprio grazie a questo social.

Le aziende che non sono presenti in modo continuo e autorevole su Instagram corrono quindi il rischio di essere ignorate o dimenticate, soprattutto dalle fasce più giovani, i principali utilizzatori del social.

 

Registrazione account instagram

Come funziona Instagram

Come per tutti gli altri social network, creare un account su Instagram è semplice e veloce: si sceglie l’immagine del profilo, si scrive una breve biografia e si è pronti a pubblicare la prima foto.

Se l’immagine postata incontra il gradimento degli utenti, questi possono mostrare il loro apprezzamento premiandola con un cuoricino – l’equivalente del “like” presente su Facebook – commentandola o ripostandola a loro volta. Tutto molto facile. L’operazione più complessa è rendere questo social network in grado di comunicare al meglio l’immagine di un’azienda e funzionale alla sua strategia di marketing.

I contenuti presentati su Instagram possono essere senz’altro di supporto alle campagne promosse dall’azienda su altri media, facendo bene attenzione a veicolarle al pubblico attraverso il particolare linguaggio di Instagram, fatto soprattutto di immagini accompagnate da brevi didascalie.

 

Stories e foto

Foto, ma non solo

È tassativa la scelta di immagini di buona qualità, magari personalizzate con uno dei tanti filtri messi a disposizione da Instagram. A seconda della tipologia del prodotto, il filtro può creare un drammatico contrasto della luminosità o donare una soffusa atmosfera vintage. Una volta selezionato, è sempre consigliabile utilizzare il medesimo filtro per tutte le foto pubblicate, così che l’utente possa riconoscere in modo veloce e univoco i post dell’azienda.

Il prodotto può invece comparire fotografato sotto diverse angolazioni o presentato in contesti differenti, per metterne in piena evidenza caratteristiche e funzionalità.

La didascalia che accompagna l’immagine, per quanto breve, si rivela spesso un elemento decisivo, capace di ampliare la storia dietro l’immagine stessa, contestualizzandola e mettendola in relazione all’attività dell’azienda. Per questa ragione si devo prestare la massima attenzione alla redazione del testo la, utilizzando un linguaggio corretto, semplice e in linea con l’immagine aziendale.

Per fare in modo che a visualizzare un determinato post non siano solo i follower del profilo, ma tutti gli utenti potenzialmente interessati al contenuto, possiamo aggiungere all’interno della didascalia vari hashtag, ovvero parole o concetti legati al soggetto, espressi con l’utilizzo del cancelletto (#), e che possono essere ricercati direttamente tramite la barra di ricerca di Instagram.

 

Instagram aziandale

Stories e concorsi, due modi per raccontare e coinvolgere

Le stories sono contenuti che scompaiono automaticamente dopo 24 ore, capaci di creare un senso di eccitazione nel follower che dovrà precipitarsi a visualizzarle prima che queste vengano eliminate dal Social Network. Sono realizzate con immagini o brevi video, durante i quali è possibile inserire in modo creativo GIF, adesivi particolari, hashtag, tag, luoghi, dando anche la possibilità di porre domande in diretta ai propri follower.

L’azienda può, per esempio, raccontare ciò che succede all’interno della sua sede in un qualsiasi giorno lavorativo, presentare i suoi dipendenti e mostrare la cura con cui vengono confezionati i prodotti. Lo scopo è quello di coinvolgere gli utenti, facendoli sentire parte integrante di una famiglia, una realtà della quale si conoscono tutti i dettagli.

Organizzare un concorso è da sempre un’ottima modalità per raggiungere obiettivi di digital marketing, lanciare nuovi prodotti o servizi, fare brand awareness o creare una community in target: tra le piattaforme social, Instagram è certamente quella più adatta a coinvolgere utenti e follower grazie all’engagement visivo creato dalla sua semplicità d’uso e facilità di condivisione.

Durante un photo contest si invitano i follower – e non solo – a commentare, condividere una foto o condividere le proprie con uno specifico hashtag. Per tutta la durata del concorso, l’azienda può monitorare le relative statistiche e verificare come influisca sulla movimentazione del profilo.

Post, concorsi e stories sono attività pienamente funzionali alle strategie di inbound marketing, cioè tutte quelle azioni messe in atto per stimolare l’interazione tra azienda e utente, che partecipa, commenta e riposta, diventando parte attiva della promozione del brand, dei suoi prodotti e dei servizi proposti.

 

Instagram Ads

La pubblicità su Instagram

Instagram ha naturalmente sviluppato anche una propria piattaforma pubblicitaria, i cui risultati sono stati impressionanti fin dalle prime settimane dalla sua introduzione: in più di 475 campagne internazionali, la risonanza delle pubblicità tramite i post sponsorizzati è stata di 2,9 volte maggiore dello standard di Nielsen per le pubblicità online.

Le inserzioni a pagamento su Instagram possono utilizzare foto, video ed essere integrate all’interno delle stories. Grazie alla funzione Instagram ADS si possono  facilmente gestire target e obbiettivi, dall’incremento della notorietà del brand all’aumento del traffico verso il sito ufficiale dell’azienda.

Creatività e nuove strategie, ecco i trend per il 2019

Vi capita mai di sfogliare vecchie riviste, anche solo di qualche anno fa? Basta soffermarsi sulle pagine pubblicitarie dei marchi più noti per rendersi conto della grande differenza tra quel modo di comunicare e ciò che ci viene proposto ora.

Dal tipo di carattere tipografico utilizzato alla qualità delle immagini, c’è un mondo – a volte un intero universo – che separa le vecchie campagne pubblicitarie dalle strategie comunicative messe in atto oggi. Non è soltanto una questione di trend: sono mutate radicalmente le modalità con le quali il potenziale cliente recepisce un messaggio, scritto e visivo. E tali cambiamenti avvengono in modo molto più rapido di quanto siamo portati a credere.

Grafici, web designer, creativi e art director sono costantemente al lavoro, ispirati da nuove tendenze e linguaggi in ambito artistico, cinematografico e fotografico, per aggiornare e rendere la comunicazione sempre più efficace e contemporanea. Sia attraverso i canali tradizionali – campagne adv sulla stampa periodica, cataloghi, brochure -, sia sfruttando le infinite possibilità che il web mette a disposizione.

Grafica: 3D, maxi caratteri e colori metalizzati

3D

Le nuove tecnologie mettono nelle mani dei graphic designer nuovi e sempre più affilati strumenti per catturare l’attenzione del pubblico e rendere più seducente la comunicazione: il 3D, ad esempio, è oggi in grado di creare mondi fantastici, rendendo possibile ciò che fino a qualche tempo fa era inimmaginabile. Prepariamoci dunque, perché sarà un anno decisamente tridimensionale.

Illustrazioni, infografiche e interfacce piatte sono arricchite con elementi che conferiscono profondità, come sfumature, ombre e, appunto, effetti 3D. E il trattamento non risparmierà neppure i caratteri tipografici.

A proposito di font, per il 2019 i caratteri diventano maxi, assumendo il ruolo di assoluti protagonisti: avremo testi giganti che occupano tutto lo spazio disponibile, per un layout aggressivo e al tempo stesso minimalista.

I loghi continuano a utilizzare il rigore di font bold e bastoni, in grande spolvero già le scorse stagioni sia per i nuovi soggetti, sia per il restyling di vecchi brand. È un trend che dura da parecchio e, proprio per questa ragione, non si esclude del tutto un ritorno per reazione a caratteri più morbidi e serif. Magari già nei prossimi mesi.

Nel settore del packaging, i colori si fanno sempre più vivaci, metallici e iridescenti, capaci di conferire alle confezioni un senso di lusso ed esclusività. La combinazione classica rimane il nome del prodotto o il logo in metalizzato su fondo bianco e nero, ma nel 2019 vedremo un sacco di colori dai riflessi preziosi anche in soluzioni più audaci.

E se vi interessa sapere quale colore Pantone ha scelto per il 2019, sappiate che è il Living Coral, una tonalità di rosso corallo molto energica con un sottotono dorato.

Pantoni

Velocità e usabilità, le sfide nel web per il 2019

I web designer stanno sempre più prestando attenzione all’usabilità dei siti, così permettere all’utente di accedere in modo sempre più rapido a tutti i contenuti. Questi dovranno essere ottimizzati per essere visionati su ogni dispositivo nell’ambito del responsive design.

Un’elevata velocità di caricamento è la caratterista necessaria per offrire al visitatore la migliore “user experience” possibile. La soluzione “long scrolling”, cioè il posizionare di tutte le informazioni necessarie su un’unica pagina a scorrimento, permette all’utente di accedere ai contenuti scorrendo invece di cliccare. Esattamente quello che succede con Facebook, Instagram e gli altri social network.

Nel 2019 vedremo anche un massiccio uso di immagini, grafiche e video dinamici come sfondo delle pagine. Sono elementi che consentono di comunicare le informazioni in modo più veloce e preciso rispetto agli elementi di testo statici, coinvolgendo il visitatore anche sul piano emozionale.

Web trend 2019

Nuove strategie in rete: Inbound Marketing e User Generated Content

Il web marketing si sta orientando verso una comunicazione visiva indirizzata al singolo individuo anziché a un’intera categoria: un obbiettivo che si può raggiungere grazie a un insieme di strategie digitali dette di inbound marketing, che possano aiutare il potenziale cliente a trovare l’azienda attraverso parole chiave utilizzate durante la ricerca di informazioni e approfondimenti.

Per ottenere questo risultato è fondamentale la creazione di contenuti informativi rilevanti – blog, post sui social media, video e infografiche – utili all’utente; grazie alla sua visita al sito web o alla pagina social e, soprattutto, alle interazioni che si verranno a creare, l’azienda ha la possibilità di ampliare il database dei potenziali clienti.

Utenti e consumatori vengono stimolati all’azione e coinvolti nella creazione di contenuti – user generated content – che possono essere pubblicati su siti, pagine social e blog. Il visitatore – entrato in contatto con l’azienda alla ricerca di un prodotto, di un servizio o, più in generale, di una soluzione a un problema – diventa prima un prezioso contatto, poi un cliente e infine, grazie ai suoi interventi, testimonial del marchio.

Brand identity: siamo quello che comunichiamo

L’immagine è, per ogni azienda, un bene prezioso. Un’immagine appropriata, solida e seducente permette di conquistare e fidelizzare la clientela e di fare crescere la fiducia in partner e investitori. Viene veicolata al pubblico attraverso la comunicazione, che si esprime in molti modi: dalla confezione nella quale sono venduti prodotti al materiale pubblicitario, dalla pagina web aziendale alle sponsorizzazioni.

Parole, immagini e colori

Fondamentale è che ci sia in questa comunicazione un filo conduttore chiaro, definito e coerente: è importante scegliere con attenzione quelle parole, quelle immagini e persino quei colori ritenuti più adatti a mettere in rilievo i punti di forza dell’azienda. Attraverso la combinazione di elementi scritti e visuali, il cliente viene a conoscenza della qualità dei prodotti e dei servizi offerti, la storia dell’azienda, i suoi principi e i suoi valori, la professionalità e persino i legami che lega il marchio al territorio in cui opera.

Dal naming al payoff

L’unione degli elementi che creano nella mente di consumatori e potenziali partner la percezione e la reputazione di un’azienda, si chiama brand identity, l’immagine coordinata aziendale. È un fattore di importanza assoluta per un marchio, perché può determinare il gradimento o meno del mercato e, di conseguenza, il suo successo.

Quali sono i principali elementi che costituiscono la brand identity di un’azienda?

  • Il nome: è il primo, fondamentale, elemento. Senza non esiste l’azienda: il nome deve emozionare, sedurre e, soprattutto, riflettere quelli che sono i suoi valori e la sua identità.
  • Il logo: può essere un simbolo grafico (pittogramma) o il nome stesso realizzato combinando in modo creativo font e colori (logotipo); il logo rappresenta l’azienda e deve essere calzante, semplice, memorabile e versatile, in modo da potere essere riprodotto su ogni genere di supporto, fisico e digitale.
  • Corporate payoff: è lo slogan associato al logo, l’elemento verbale che completa la sua composizione. Un payoff particolarmente felice può diventare virale tanto entrare a far parte del gergo comune, contribuendo alla popolarità del marchio.

Stabiliti nome, logo e payoff, essi diventano i tratti distintivi dell’azienda, elementi che clienti, utenti e partner metteranno in relazione ai prodotti e ai servizi offerti. Li ritroveremo – in dimensioni, combinazioni e forme differenti – su un’infinità di supporti:

  • carta intestata
  • biglietti da visita
  • folder e brochure
  • veicoli della flotta aziendale
  • divise del personale
  • materiale promozionale
  • sito web
  • pagine social
  • comunicazioni posta elettronica
  • confezioni e imballaggi

Quando è il momento di un restyling del sito web?

Comunicare online è un’attività fondamentale per ogni azienda. Attraverso le pagine del sito web, potenziali clienti e partner entrano in contatto con la nostra attività, ricevono informazioni, acquistano beni e servizi. Un sito deve poter fornire ogni dato in modo preciso e veloce, essere capace di sedurre e coinvolgere e, allo stesso tempo, permettere una navigazione facile e intuitiva.

Il vostro sito web risponde a queste esigenze?

Se la risposta è “no” – o anche solo “ni” – è forse giunto il momento di pensare al suo restyling.

Indirizzare un potenziale cliente su una pagina in rete che offre una tecnologia obsoleta, tempi di caricamento lunghi, immagini di scarsa qualità, una grafica superata e testi poco incisivi, provoca più o meno lo stesso effetto del porgergli un biglietto da visita spiegazzato o una brochure con la copertina strappata. In poche parole: è uno strumento che non è nelle condizioni di supportare in nessun modo il vostro business. È un sito realizzato probabilmente tempo fa, al quale sono mancati gli indispensabili upgrade tecnici, di stile e di contenuto.

Rinnovare o rifare tutto da capo?

In qualche caso, è sufficiente un serio lavoro di manutenzione per riportare il sito a una funzionalità utile alla strategia comunicativa aziendale. Se però la società è nel frattempo cresciuta, magari cambiando logo, se ha deciso di ampliare le sue ambizioni sul mercato – nazionale ed estero – modificato la tipologia dei prodotti offerti o se c’è stato un rinnovamento strutturale, con un cambio di sede o di team, è arrivato forse il momento di ripensare alla pagina web in modo più radicale.

Ecco cosa deve garantire un sito al proprio pubblico:
  1. un’immagine online perfettamente in linea con quella dell’azienda
  2. informazioni costantemente aggiornate
  3. buona usabilità
  4. una tecnologia responsive che permetta la navigazione anche su smartphone e tablet
  5. un’ottimizzazione in ottica SEO per essere rintracciabili sui principali motori di ricerca.

Il nuovo sito deve offrire un layout piacevole in linea con le più recenti tendenze del web design, testi autorevoli, immagini e video in grado di catturare l’attenzione.
Si potrà valutare la creazione di un blog, attraverso il quale comunicare in modo dinamico con il pubblico su diversi temi inerenti ai prodotti e ai servizi offerti; lo scopo è quello di offrire una user experience ottimale che coinvolga il potenziale cliente, lo trattenga più a lungo sul sito e infine lo porti ad entrare in contatto con l’azienda attraverso link diretti o ad acquistare direttamente online i prodotti offerti.

NeroBold è un’agenzia di comunicazione che ha realizzato molti siti, progettati su misura ascoltando con attenzione le esigenze del cliente e offrendo un supporto professionale a ogni livello, dal layout della pagina alla realizzazione di servizi fotografici e video aziendali, fino alla stesura di testi da parte di copywriter professionisti.

Chiamateci per una consulenza e un preventivo: NeroBold, vi offre creatività ed esperienza per fare crescere il vostro business. Online e non solo.

Tra stelle, fili e spirali: la rilegatura, un mondo da scoprire

Scegliere la rilegatura più adatta è un momento fondamentale nella realizzazione di un prodotto stampato, che deve rispondere a precisi requisiti estetici, ma anche essere solido e facilmente consultabile.

Punto metallico, una stella molto versatile

Il punto metallico – o “punto stella” – è un tipo di rilegatura rapida e poco impegnativa dal punto di vista economico, che si realizza sovrapponendo i fogli stampati fronte retro insieme alla copertina e applicando sulla piegatura due graffette. La rilegatura punto metallico è adatta a pubblicazioni di poche pagine, da un minimo di 8 facciate ad un massimo di 80, per un numero complessivo di circa 48 pagine. Con il punto metallico si può tranquillamente utilizzare una carta molto leggera, ma non si esclude la scelta di grammature più importanti.

Il punto metallico è la rilegatura più adatta per:

  • riviste
  • cataloghi
  • report aziendali
  • piccole brochure
  • pubblicazioni promozionali
  • manuali tecnici
  • libretti d’istruzioni
  • opuscoli per CD e DVD
  • schede descrittive

Punto Metallico

Brossura grecata: per i libri, ma non solo

La brossura grecata – anche detta “brossura fresata” o “brossura a colla” – è una rilegatura adatta a pubblicazioni con un numero di pagine più elevato rispetto ai prodotti confezionati con punto metallico. È il metodo più utilizzato nella confezione dei libri, seppure nell’ambito delle rilegature economiche e veloci. La brossura si realizza incollando sul dorso dei fogli una copertina di cartoncino; prima dell’incollaggio, le segnature – ovvero i fogli della pubblicazione piegati in quarti, ottavi, sedicesimi, trentaduesimi – sono tagliati con la fresa o “grecati” sul lato della piega. Queste lavorazioni facilitano la penetrazione della colla nel materiale e permettono alla rilegatura di resistere più a lungo

La brossura grecata è la rilegatura più adatta per:

  • libri
  • riviste
  • brochure di medie e grandi dimensioni
  • testi scolastici
  • cataloghi

Brossura Fresata

Spirale metallica, la praticità incontra la personalità

Pratico e veloci, il metodo di rilegatura con spirale metallica offre al prodotto stampato una personalità vivace e dinamica. La spirale permette infatti di aprire la pubblicazione anche a 360 gradi, utilizzando fogli con grammature importanti, fino ad arrivare al cartoncino. La rilegatura si realizza sovrapponendo i fogli per poi forarli al margine, dove è applicata una spirale metallica a sezione cilindrica che li unisce.

La spirale metallica è la rilegatura più adatta per:

  • calendari
  • libri contabili
  • cataloghi
  • spartiti musicali
  • agende di medio e grande formato
  • schede prodotto

Spirale metallica

Brossura cucita filo refe, qualità artigianale

È la tecnica indicata per i prodotti stampati durevoli e di fattura pregiata. Come per la brossura grecata e fresata, i fogli uniti in segnature vengono incollati alla copertina, ma sono prima cuciti tra loro con un filo di cotone, canapa, lino o materiale sintetico. Questo procedimento garantisce una migliore tenuta nel tempo e una maggiore resistenza all’usura rispetto alla brossura fresata. È il tipo di rilegatura più professionale tra quelli descritti fino a ora, dedicato a lettori o clienti capaci di apprezzare un prodotto di qualità

La brossura cucita è la rilegatura più adatta a:

  • cataloghi aziendali
  • libri illustrati
  • graphic novel
  • pubblicazioni commemorative

Brossura cucita filo refe

Che scegliate di seguire un lungo filo di canapa o di orientarvi verso la stella, siamo certi troverete la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

Perchè conviene investire (ora) sulla pubblicità

Un credito di imposta pari al 75% sugli investimenti pubblicitari, per imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali.

Se investi in pubblicità per far crescere la tua azienda, sai che ottenere un buon ritorno sull’investimento pubblicitario sta diventando sempre più difficile.
Il bonus pubblicità è la nuova agevolazione fiscale introdotta dalla Manovra Correttiva che prevede la possibilità per imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali, di poter fruire, a partire dal prossimo anno, di un nuovo credito di imposta per gli investimenti pubblicitari.
In particolare il bonus pubblicità a incrementare spetta alle campagne pubblicitarie effettuate su: giornali, quotidiani, periodici, tv e radio analogiche e online.

DECRETO

Con l’articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, è stata introdotta una importante agevolazione di natura fiscale, nella forma del credito d’imposta, sugli investimenti pubblicitari incrementali programmati ed effettuati sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali, anche on-line) e sulle emittenti radiotelevisive a diffusione locale.

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare del credito d’imposta i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo e gli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, il cui valore complessivo superi di almeno l’1 per cento gli investimenti effettuati nell’anno precedente sulla stessa tipologia di mezzi di informazione.

Misura del beneficio

Il credito d’imposta è pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati.
Si attende che la Commissione Europea si pronunci sulla compatibilità con le normative europee sugli aiuti di Stato per elevare al 90 per cento il credito d’imposta nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24.

Investimenti ammissibili

Sono ammissibili al credito d’imposta gli investimenti riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, anche on-line, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati durante l’anno.
Esclusivamente per il periodo d’imposta 2017, il beneficio è applicabile agli investimenti effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, sempre con la stessa soglia incrementale riferita all’anno
precedente, però solamente per investimenti effettuati sulla stampa, anche on-line.
In ogni caso, gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale.
Le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto delle spese accessorie, dei costi di intermediazione e di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad
esso funzionale o connesso.

Domanda di ammissione al beneficio

I soggetti interessati presentano la domanda di fruizione del beneficio, usufruendo di una “finestra temporale” di trenta giorni, su apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate.

Per l’anno in corso, la finestra per la prenotazione si chiude il 22 ottobre.

Come usare il configuratore e lavorare felici

Fingiamo di essere interessati a comprare una sedia per il nostro ufficio.
Cerchiamo online qualche opzione, ognuna ha una caratteristica diversa che ci piace ma nessuna le ha tutte. Quel colore è meglio, ma quell’altro modello è più comodo, questi braccioli sono troppo ingombranti, in quest’altra lo schienale non è reclinabile… questo può succedere se i nostri gusti sono difficili o se semplicemente le nostre aspettative non si rispecchiano nelle offerte presenti sul web.

C’è un modo molto semplice di ovviare a questo inconveniente: il configuratore online.
Il configuratore di prodotto (ormai diventato punto di forza di molte aziende, sia B2B che B2C) permette appunto al cliente di modellare sulla base di alcune linee guida delle soluzioni personalizzate, in modo da soddisfare le sue esigenze in pieno.

Le aziende insomma hanno capito che per catturare l’attenzione del cliente il modo migliore è porlo al centro del processo di produzione, almeno virtualmente.
Il prodotto standard non va più di moda, a chi compra qualcosa online ora piace l’idea di avere qualcosa di unico e costruito a partire dai propri bisogni. I configuratori online offrono proprio questa esperienza ad personam, e consentono di vedere in tempo reale come cambia in base ai nostri parametri l’oggetto che stiamo comprando. Non dobbiamo più immaginare come potrebbe essere la nostra sedia per l’ufficio se fosse rossa o con un diverso schienale, il configuratore 3D ce lo mostra direttamente sull’e-commerce e ci dice anche quanto dobbiamo spendere per personalizzarla. Con un click possiamo infatti cambiare caratteristiche come i materiali, le dimensioni, i tipi di lavorazione, i colori, ecc. e allo stesso tempo sapere come varia il prezzo in base ad esse. Tutto questo con un’interfaccia semplice e intuitiva, attraverso cui possiamo progettare anche prodotti e servizi di carattere industriale o B2B.
Avere un configuratore significa offrire un’esperienza diversa al proprio cliente, basata sul concetto di gamification. Con questo termine si intende il far leva sull’interattività e quindi sul divertimento: praticamente rendere l’acquisto una specie di gioco. Senza dimenticare che, grazie alla customizzazione del proprio oggetto, il cliente ha l’impressione di comprare qualcosa di unico e inimitabile, che solo lui possederà.

Esempio di configuratore di sedie 3D

Ma tutto questo quali benefici porta all’azienda?
In primis, indurre a comportamenti attivi i propri utenti porta un aumento dell’engagement. Ad essere rafforzata è anche la nostra credibilità, come azienda che riesce a soddisfare a pieno i propri clienti.
Risultato? Le vendite crescono; e infatti per sfruttare a pieno le potenzialità di un configuratore online la cosa migliore è abbinarlo ad un e-commerce vero e proprio.

I vantaggi non si esauriscono qui però.
Un configuratore online permette innanzitutto di essere attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, una comodità non sempre scontata per i nostri clienti.
Sarà poi notevole il risparmio di tempo (e quindi di soldi) nella preparazione dei preventivi individuali, che verranno elaborati direttamente dal software; va da sé che diminuiranno gli errori “umani” e anche le incomprensioni con i clienti, che saranno comunque guidati da noi nelle scelte, secondo le possibilità che gli andremo a fornire.

Configuratore tappeti Besana Moquette

Un punto da non sottovalutare è poi la possibilità di “analizzare” i gusti dei nostri potenziali clienti, per poi anticiparli nelle richieste.
Grazie al configuratore potremo infatti creare di fatto una banca dati, in modo da sfruttarla per conoscere quello che i nostri utenti vogliono e poi realizzare proposte che vadano incontro alle loro aspettative.
Se poi decidessimo di creare un login per chi utilizza il configuratore potremo anche creare un database di contatti, da sfruttare per le nostre esigenze.

In questo senso il configuratore diventa il mezzo per la “co-creazione” di un prodotto, in una collaborazione che vede da una parte l’azienda e dall’altra il cliente; e mentre quest’ultimo è soddisfatto, l’azienda può fare tesoro di una visione a 360° dei gusti dei suoi utenti.

I 10 comandamenti della comunicazione B2B

Comunicare nel mondo B2B è importante tanto quanto nel B2C, anche se con delle differenze. Creare una strategia di comunicazione efficace non è semplice, ma ci sono 10 regole che puoi seguire per farti un’idea di quello che ti serve per la tua comunicazione aziendale.

1. Crea un’immagine aziendale ad hoc

brand identity

Per comunicare, occorre innanzitutto avere qualcosa di concreto da dire. Nel caso del marketing aziendale la questione è seria. Quello che stai vendendo sono i tuoi prodotti e i tuoi servizi, ad altri professionisti. Prima ancora di contenuti veri e propri hai bisogno di un’immagine da veicolare: che sia più istituzionale o meno l’importante è che sia solida. La tua identità andrà veicolata attraverso la grafica e le tue pubbliche relazioni. Dietro è necessario uno studio, in modo da determinare il modo migliore per mostrarti ai tuoi futuri clienti. Essere riconosciuti aumenta il valore dell’azienda e accelera i tempi di lancio e affermazione dei nuovi prodotti. Brand identity, ecco l’obiettivo: il tuo posizionamento aziendale non deve essere confuso.

2. Sii rilevante e chiaro offrendo un valore aggiunto

Messaggio chiaro

Perché qualcuno dovrebbe scegliere la tua azienda rispetto a una miriade di competitor? Per il tuo valore aggiunto. Tocca a te determinare come e perché tu sia la scelta migliore sul mercato.
Nella vendita B2B l’acquisto è un processo razionale che coinvolge più persone: questo significa che il tuo prodotto dovrà essere apprezzato da più professionisti con competenze diverse. Dovrai quindi comunicare i tuoi plus e i tuoi punti di forza rispetto ai tuoi competitor, senza troppi fronzoli. Le parole d’ordine sono razionalità e informatività: gli slogan ad effetto senza un vero e proprio contenuto valido qui non funzionano. Dovrai essere pragmatico e proporre soluzioni concrete, non filosofie. Nessuna azienda ti ascolterà se non offri qualcosa di utile o vantaggioso.

3. Scegli il tuo target in modo preciso

target

Nella comunicazione B2B va fatta selezione. Ciò che vendiamo non è funzionale a tutti, quindi è inutile allargare il proprio target a settori che non portano un ritorno economico reale. È importante quindi individuare un range di clienti a cui rivolgere la tua offerta, per strutturarla nel modo giusto. Infatti una volta individuato un target e le sue relative aspettative, sarà più facile per te soddisfarle.

4. Condividi contenuti utili

Condivisione contenuti

Se hai deciso di puntare anche sul content markenting, ricordati di puntare a contenuti utili per chi ti legge. Al giorno d’oggi internet è pieno di articoli di ogni genere, quindi è ancora più importante pensare bene a cosa scrivere. Focalizzati sulla stesura di articoli che mostrano come risolvere problemi che i tuoi clienti potrebbero trovarsi davanti, oppure offri consigli utili a proposito di determinati argomenti che la tua azienda conosce bene. In questo modo sarà più facile generare delle condivisioni e quindi dei nuovi lead.

5. Scrivi bene

Scrivere bene

Può forse non sembrarti una priorità, ma scrivere bene è importante. Le tue parole saranno tra le prime cose che il tuo cliente vedrà, di conseguenza è opportuno fare una buona impressione. Rendile professionali e snelle. Non è possibile fare comunicazione in modo efficace senza scrivere in modo corretto e piacevole. Inoltre lo span di attenzione di chi legge i tuoi contenuti è probabilmente molto breve, quindi è meglio evitare i giri di parole e arrivare dritti al punto.

6. Mantieni una coerenza

Coerenza

Scontato? Sì, ma non sempre. Con “mantenere una coerenza” si intende il mantenerla a tutti i livelli, che siano gli articoli del tuo blog, il tuo catalogo, le tue mail, ecc.
Qual è il centro della tua comunicazione? Individualo, mantienilo e condividilo il più possibile.
La coerenza può applicarsi anche alla frequenza delle tue comunicazioni, un aspetto da non sottovalutare. Se decidi di mandare la tua newsletter ogni lunedì, ogni lunedì questa dovrà trovarsi nella casella di posta elettronica dei tuoi clienti, altrimenti passerà l’idea che non porti a termine quello che inizi (e non va bene).

7. Creati una buona reputazione

Brand reputation

Quella che in gergo viene definita “company reputation” è un elemento determinante per il B2B. Visto che vi relazionate con altri professionisti, è fondamentale che quel che si dice “in giro” di voi sia positivo. Essere affidabili e puntuali non è qualcosa di poco conto. Quando fate comunicazione è molto vantaggioso poter puntare su questo bene intangibile, perché è un aspetto che spesso vi precederà.

8. Presenta un catalogo aziendale ben costruito

Catalogo aziendale

Il tuo catalogo aziendale espone i tuoi servizi e prodotti, oltre che dare informazioni su di te. È chiaro che sarà quindi anche uno strumento di comunicazione a tutti gli effetti e per questo andrà composto con attenzione. In primis dovrà essere coerente con la tua immagine aziendale. È indispensabile curare la qualità delle immagini che utilizzerai (la prima cosa che verrà notata), oltre che ai testi. Quest’ultimi dovranno essere precisi e professionali, perché il catalogo deve essere professionale e veicolare contenuti “istituzionali”. Non dimenticare di essere (per quanto possibile) semplice però, perché per comprare un tuo prodotto/servizio il cliente deve prima capire cosa vendi.

9. Sfrutta i social media

Social media

Viviamo in un’era dove i social media sono parte integrante delle nostre vite, quindi va da sé che utilizzarli per il nostro business non può che essere un vantaggio. Non c’è bisogno di sfruttarli in modo massiccio come avviene nella comunicazione B2C, però rappresentano pur sempre un modo per farsi pubblicità gratuitamente e per avere un feedback istantaneo. Visto che parliamo di comunicazione B2B, il miglior social network attraverso cui relazionarsi ai propri clienti è LinkedIn, dove dobbiamo optare necessariamente per un’immagine istituzionale. Ad affiancare il profilo aziendale LinkedIn, possono esserci un profilo Facebook e un profilo Instagram, dove veicolare contenuti più friendly e meno orientati al business vero e proprio.

10. Alimenta la fiducia nei tuoi nuovi clienti

Fiducia clienti

Per fare in modo che un cliente vi scelga nel panorama dei vostri competitor dovrete ispirargli anche fiducia. Il modo più semplice per farlo non è essere simpatici (può aiutare però), ma mostrare concretamente le vostre abilità; quindi sì a portfolio e case history sul vostro sito, in modo che chi vi cerca possa vedere come lavorate e i vostri vecchi progetti. Questo comunicherà solidità e esperienza e apparirete più autorevoli agli occhi di chi vi guarda.

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